Vino biologico e vini naturali

Come fare un buon vino senza solfiti

La prima tappa essenziale per realizzare un buon vino biologico è quella, nella misura del possibile, di coltivare un’uva eccellente.

Impossibile prescindere dallo studio di un suolo con caratteristiche appropriate, ben esposto e con proprietà calcaree o argillose a seconda della varietà di uva che si intende coltivare.

Quando si parla di agricoltura biologica e vini naturali spesso si intende nell’accezione comune quel tipo di agricoltura che non utilizza concimi chimici o pesticidi. In realtà questa definizione è davvero limitativa, in quanto per prima cosa il viticoltore biologico stabilisce con la propria terra un rapporto molto stretto, di rispetto innanzi tutto.

La prima cosa è quella di volere mantenere un suolo fertile, senza necessariamente volere spingere agli estremi la produzione. Il rispetto per la natura è la prima cosa. Anche il suolo, per un profano apparentemente disanimato, è ricco di vita, gli insetti che popolano la terra già di per sé stabiliscono un equilibrio delicato, essendo essi stessi predatori e piccole sentinelle della vigna.

L’agricoltura classica tende ormai a considerare la pianta come una risorsa che deve essere estraniata dal proprio contesto naturale. Occorre allora per esempio sterminare le piante e le erbacce che si formano spontaneamente al suolo, uccidere ogni forma di vita per evitare malattie e problemi.

Il viticoltore biologico invece utilizza a volte le erbe proprio per nutrire la propria vigna, cercando di evitare scrupolosamente l’erosione del suolo.

 

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