Vino biologico e vini naturali

Come fare un buon vino senza solfiti

Spesso si fa l’errore di credere che i metodi di coltivazione cosiddetti naturali siano più efficienti rispetto a quelli tradizionali basati anche sull’utilizzo di sostanze chimiche.

Il problema non è posto nel migliore dei modi, in quanto bisogna distinguere una coltivazione che vuole ottenere dei risultati nell’immediato e senza rischi, da una coltivazione che si accolli maggiori rischi, ma senza compromessi per la salute dell’uomo e della terra. Dunque non è un problema di efficienza, anzi al contrario col vino biologico si intende sempre produrre anche meno, ma curando la vigna in maniera più “manuale” come lo si fa con la piantina sul balcone. L’esempio è forse poco calzante ma può dare un’idea di quella che è la “filosofia” del viticultore che abbraccia l’agricoltura biologica.

Già in tempi passati per esempio si sapeva che quando nella pianta della vite la corteccia diventa fragile e si stacca facilmente, essa va rimossa per evitare ogni sorta di interstizio nel quale poi vivono parassiti e insetti nocivi alla pianta.

L’altro giorno ho parlato con un contadino che mi diceva che questa operazione la faceva suo padre, ma che oggi “buttando il veleno” si risolve il problema. La differenza sta nel fatto che il contadino diventa imprenditore e stabilisce dalla sua scrivania tutto quello che vuole per la sua terra e le sue vigne.

I vini naturali sono dunque sempre la soluzione ?
Le cose non sono mai così semplici.

Altri articoli di questo sito entreranno nei dettagli di tutte le malattia della vite. Vedromo quanto queste possano essere distruttive e in alcuni casi catastrofiche, al punto che l’utilizzo del rame e dello zolfo è ammesso dalla stessa agricoltura biologica.

Il contadino che lavora per produrre vino biologico non vuole dunque fare gare con nessuno. Il suo amore per la terra e la cura delle sue piante va al di là della semplice produzione agricola.

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